Prezzi RC Auto: disastro illustrato senza pudore col “risarcimento in forma specifica”

Dopo aver bellamente calpestato la legge Concorrenza che vieta le clausole vessatorie dando all’automobilista il diritto di scegliere il carrozziere indipendente, dopo aver permesso alle lobby assicuratrici di controllare il mercato della riparazione passeggiando sopra i princìpi del libero mercato, ecco l’annuncio dato due volte senza pudore dall’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni. Uno: per i contratti RC Auto sottoscritti a ottobre 2023, l’indagine evidenzia che il prezzo medio è di 388 euro, in aumento del 7,9%. Secondo: “Sono ampiamente diffuse le clausole del risarcimento in forma specifica (27,2%)”.

Ma cos’è il risarcimento in forma specifica? In sostanza, il danneggiato è costretto a portare l’auto al riparatore convenzionato anziché al carrozziere indipendente. A dicembre 2023, come se fossimo nel 200 avanti Cristo, ancora l’Ivass parla in scioltezza del risarcimento in forma specifica. Intanto, l’Unione europea è contraria. La legge Concorrenza la vieta. I risultati del risarcimento in forma specifica si chiamano aumento del 7,9% annuo, dopo affari d’oro con utili spaventosi delle compagnie durante la pandemia per l’azzeramento dei sinistri.

Che bizzarria. L’Ivass stesso nel 2017 diceva: “Le clausole operano su diversi fronti e sono variamente articolate: a) alcune vietano tout court la cessione del credito o prevedono che essa sia valida solo se effettuata a favore di riparatori convenzionati con l’impresa; b) altre prevedono che l’assicurato non possa cedere i crediti e i diritti derivanti dal contratto, salvo preventivo consenso dell’impresa da rilasciarsi entro un certo numero di giorni (termine oltre il quale si intende prestata una sorta di silenzio assenso); c) altre ancora prevedono, a fronte di uno sconto sul premio non sempre precisato, il pagamento di una penale nel caso in cui l’assicurato, venendo meno all’impegno di rivolgersi a un carrozziere convenzionato, si rivolga ad un riparatore di fiducia. Clausole del genere possono comportare uno squilibrio, talvolta significativo, dei diritti e dei doveri tra le parti all’interno del contratto, a svantaggio dell’assicurato, tale da farne presumere una possibile vessatorietà. Inoltre, l’applicazione di tali clausole, in molti casi, tende a prolungare i tempi di liquidazione dei danni derivanti dal sinistro”.

Siamo ancora alle note stampa Ivass sul proprio sito Internet che parlano di risarcimento in forma specifica? Non sono bastati canalizzazione forzata, disastro dei prezzi, mancata concorrenza, normative precise che proibiscono le clausole vessatorie. Se non è l’Ivass a denunciare tutto questo, se non è un’autorità di controllo a evidenziare le cellule tumorali di un sistema marcio, chi lo deve fare?

Published On: 15/12/2023 Categories: Assicurazioni

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